Prevista a Singapore, per maggio, la Conferenza internazionale sui robot e l’automazione durante la quale si presenterà il sistema per correggere gli umanoidi quando sbagliano: si parla di onde cerebrali.

 

L’intelligenza ai robot deve essere importata da fuori: si vuole insegnare agli umanoidi ad eseguire azioni specifiche, proprio come farebbe l’uomo, in modo che le possano ripetere.

Invece di insegnare ai robot il linguaggio umano o dare comandi espliciti per compiti specifici, si sta lavorando per far diventare l’umanoide una specie di protesi naturale dell’uomo che possa fare qualunque cosa il suo controllore stia pensando.

E’ già stato messo a punto un sistema che consente agli esseri umani di correggere istantaneamente gli errori dei robot con segnali cerebrali, segnali che l’umanoide utilizza per capire se l’uomo è d’accordo con la sua decisione.

Nel caso non fosse d’accordo, potrebbe stimolare la risposta dell’uomo per avere un riscontro più accurato.

 

 

 

 

 

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