Dalla convergenza dell’Information Technology e dell’Operational Technology e dalla conseguente integrazione tra core business applicativo ed ecosistemi manifatturieri, nasce la nuova visione strategica d’impresa

di Piero Macrì

 

Discontinuità, disruption. Come dimostrato da quanto avvenuto in passato è nelle fasi congiunturali a più alta criticità che si sviluppa una maggiore spinta all’innovazione e che si creano le premesse per mettere in discussione il pregresso.

La ricerca di modelli di business così come l’individuazione di nuove modalità operative e tecnologie che consentono di introdurre rinnovata efficienza e conseguire competitività sono gli elementi che hanno caratterizzato e che caratterizzano tuttora l’economia nel suo complesso.

Non tutte le aziende ovviamente procedono verso questi obiettivi. Alcune hanno capito che per sopravvivere, occorre rigenerarsi continuamente, creando le premesse per la messa a punto di nuovi prodotti e nuovi mercati, ponendosi obiettivi di aumento di produttività e diversificazione.

Altre non lo hanno fatto. In quest’ultimo caso la produttività è rimasta invariata e lo spazio di mercato, nel migliore dei casi, è rimasto immutato.

Al di là delle classiche misure che sistematicamente sono state attuate per acquisire sostenibilità di mercato, riduzione del costo di lavoro in primis, appare evidente che la capacità di sostenere la sfida è sempre più dipendente dall’investimento tecnologico.

La componente IT interna alle aziende ha quindi oggi più che mai bisogno di essere oggetto di una revisione sostanziale, funzionale al raggiungimento di una più efficiente infrastruttura di supporto al business.

Da una parte la razionalizzazione/ottimizzazione delle risorse esistenti, così come la capacità di rendere più efficienti processi di business riconducibili alle attività primarie delle organizzazioni; dall’altra la possibilità di individuare nuove modalità di intervento sul mercato attraverso l’erogazione di servizi che sono attuabili con investimenti in nuove tecnologie.

Tutto ciò rappresenta un insieme di opportunità (vedi il caso Industria 4.0) che le aziende stanno iniziando a cogliere e dalle quali si evidenziano elementi di discontinuità in grado di trasferire al cliente un vantaggio competitivo indispensabile per prospettare ipotesi di sviluppo positive.

Non è sufficiente mettere in atto iniziative tese alla ricerca di una maggiore efficienza, efficacia e produttività delle risorse IT, è necessario porre sempre più attenzione sugli aspetti che permettono di determinare e misurare l’efficienza in relazione a esigenze di business.

Alla luce di queste considerazioni appare irrinunciabile proporre un criterio di allineamento tra elemento tecnologico ed elemento di business. In linea generale significa creare un conto circuito tra componente operazionale e componente informatica, esemplificativa dell’equazione IT (Information Technology) + OT (Operational Technology) = IOT, Information Operation Technology.

E’ quest’ultimo modello, declinato nei più diversi contesti, che può diventare il fattore trainante lo sviluppo e caratterizzare la visione strategica con risultati coerenti con la logica di business in grado di garantire una generazione di valore a lungo termine.

 

 

 

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