Infrastruttura e piattaforme come elementi abilitanti l’erogazione di un servizio. La necessità di un ambiente collaborativo fondato sulla triangolazione di competenze ed esperienze tra fornitori, ecosistema partner e clienti. Al Fujitsu World Tour di Milano va in scena la futuribile dimensione digitale della global IT company.

di Piero Macrì

La trasformazione digitale solleva la sfida di un cambiamento complessivo delle organizzazioni, sia da parte di coloro che operano sul fronte della domanda sia da parte di coloro che operano sul fronte dell’offerta. L’obiettivo? Riuscire a definire un modello che possa sostenere una diversa forma d’impresa i cui fondamenti non sono più basati sull’acquisizione di un prodotto, ma di un servizio. E’ questo il tema rilevante che emerge dalla molteplicità di attività che si stanno avviando oggi in ogni contesto d’impresa. Un tema che è stato al centro della discussione del Fujitsu World Tour il 10 maggio scorso a Milano.

Bruno Sirletti, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia, e Yoshikuni Takashige, Vice President of Marketing Strategy and Vision di Fujitsu, si sono alternati sul palco del centro congressi di Milanofiori, presentando quello che è il cambiamento intrapreso dall’azienda per aiutare i propri clienti a sostenere e rendere fruibile il nuovo percorso trasformazionale, il cui fine è dare la possibilità alle aziende, di ogni ordine e grado, di acquisire una rinnovata competitività. Il che significa consentire alle organizzazioni di raggiungere nuovi livelli di efficienza, ma non tanto come avvenuto in passato per riuscire a ridurre i costi, obiettivo implicito a ogni introduzione di nuova tecnologia, quanto piuttosto per liberare nuove capacità e strutturare ecosistemi intelligenti in grado di creare valore per l’impresa. Le leve che servono a traguardare questi obiettivi sono ormai ampiamente note e si identificano in tre macro categorie: Cloud, IoT e AI, trasversali alle quali si pone la componente di security, che viene vista come elemento inscindibile ed embedded ad ogni singolo livello, infrastrutturale, architetturale e applicativo.

Bruno Sirletti, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia

Per un’azienda come Fujitsu il tutto si traduce nel rendere disponibile capacità computazionale a supporto di analisi di dati supportata da logiche algoritmiche di intelligenza artificiale, il cui obiettivo è valorizzare il volume esponenziale dei dati alimentato da una dimensione IoT, che travalica i confini tradizionali dell’information technology aprendo opportunità del tutto inedite rispetto al passato. Una proposta che Fujitsu declina attraverso una logica tendenzialmente as a service, all’interno della quale l’infrastruttura – capacità computazionale e di storage – diventa un elemento abilitante l’erogazione di un servizio. Un esercizio, quello appena descritto, che implica la disponibilità di vere e proprie piattaforme, che si distinguono per essere ecosistemi digitali che forniscono tutti gli elementi, infrastrutturali e applicativi, per soddisfare requisiti ed esigenze, complessive e specifiche, che sottostanno a processi che implicano l’acquisizione, elaborazione e analisi dei dati in funzione di ambienti real time (edge computing) o analytics (cloud computing).

E’ in quest’ottica che Fujitsu ha creato il proprio futuribile modello di go to market. Disponibilità di tecnologie di primo livello, sviluppate dalla corporate, che vengono declinate e plasmate a livello locale da centri di eccellenza distribuiti nelle diverse aree geografiche coerentemente con l’obiettivo di predisporre framework o prefabbricati abilitanti istanze di digital trasformation nei diversi settori di industry. Ne consegue che per Fujitsu, operare in questa logica –  ma lo è altrettanto per qualsiasi fornitore di tecnologia – significa predisporre un ambiente collaborativo che si fonda sulla triangolazione di competenze ed esperienze che derivano da fornitori, partner e imprese clienti.

Yoshikuni Takashige, Vice President of Marketing Strategy and Vision di Fujitsu

Approccio che rende peraltro implicita un’informatica senza barriere, sia in termini tecnologici – capacità di trattare dati provenienti da una qualsiasi dimensione applicativa – sia in termini di competenze poiché il tutto prevede una sempre più ampia collaborazione d’impresa – si pensi all’implementazione di una soluzione IOT in ambiente industriale, il cui successo è riposto nella convergenza tra ambiente di produzione e business.  Uno scenario in cui si afferma peraltro una logica di design thinking collaborativo, dove più competenze convergono abilitando soluzioni e processi service-based rendendo possibile quello che Yoshikuni Takashige definisce una modalità di sviluppo di tipo Kaizen il cui fondamento è il miglioramento continuo.

Eppure, non basta rendere disponibili proprie infrastrutture in cloud, piattaforme di analytics ed elementi abilitanti la nuova informatica. Fujitsu è ben consapevole che le aziende tenderanno ad avere un modello di provisioning ibrido, fatto di risorse interne ed esterne dove queste ultime saranno riferibili a una molteplicità di soggetti fornitori. Diventa perciò della massima importanza avere una capacità di integrazione e governance complessiva che non si limiti al proprio dominio tecnologico, ma che sia capace di estendersi a domini altri, siano essi riconducibili a piattaforme o mera infrastruttura. Significa, in altre parole, acquisire capacità di integrazione multicloud o, ancora meglio, guardando il tutto attraverso la dialettica tecnologica che si va fa oggi affermando, avere la capacità di integrare strutture o componenti afferenti i più diversi servizi.

Infine, se da una parte si va progettando la componente di piattaforma e infrastruttura service-based, non deve essere dimenticata la definizione di un ambiente client al passo con i tempi, che nella logica di Fujitsu deve corrispondere a un workplace dove poter declinare tutta l’intelligenza necessaria a  rendere coerente il tutto con le diverse modalità di lavoro smart-mobile che si sono ormai ampiamente affermate. Il che significa un ambiente di lavoro senza confini che consenta di lavorare anywhere, anytime from any device. La tecnologia – affermano in Fujitsu – guiderà e consentirà la realizzazione di una dimensione di lavoro always on dove l’intelligenza artificiale sarà totalmente pervasiva e dove le interfacce evolveranno in una prospettiva di interazione più moderna, efficace ed efficiente.