La metodologia sviluppata da Pentaconsulting per affrontare, risolvere e governare le innumerevoli attività nel quotidiano ispirata al decision making. Una bussola in grado di orientare le attività per raggiungere i risultati di breve, medio e lungo periodo.

Non ho abbastanza tempo per fare tutto quello che devo fare oggi. Le informazioni non sono abbastanza strutturate per prendere una decisione/risolvere un problema. Non si riesce a mettere in atto un sistema semplice per collaborare con il team e tra team

Chi si riconosce? Quante volte ci si è soffermati su queste riflessioni o similari. Quante sere si torna a casa con in testa il numero di “cose non fatte”, senza riuscire a rendersi conto di quante sono state le attività svolte, andate a buon fine. Certo l’essere manager non è semplice, anzi… negli ultimi tempi la qualità della vita lavorativa sembra essersi decisamente deteriorata.

Cosa possiamo fare? Si perché se non si fa nulla, non solo la situazione non cambia ma… inevitabilmente peggiora. Da questa considerazione maturata dall’esperienza di oltre 35 anni sul campo sia come manager d’azienda sia a supporto dei manager, è nata in Pentaconsulting la metodologia Mind Up, basata sulle mappe mentali per affrontare le tematiche proprie delle aziende.

Una metodologia che aiuta ad affrontare, risolvere e governare le innumerevoli attività nel quotidiano. Una bussola in grado di orientare le attività per raggiungere i risultati di breve, medio e lungo periodo. Un approccio innovativo di supporto alla governanceMind Up è un percorso mirato, costruito a partire da best practice, adattabili dinamicamente ad ogni singola realtà aziendale, indipendentemente dalla dimensione e dal mercato di riferimento.

Diversi i percorsi Mind Up (mappe mentali applicate al business), sviluppati da Pentaconsulting, per migliorare l’efficacia delle operazioni di: Management, Sviluppo Vendite, razionalizzazione della comunicazione e della documentazione aziendale, Project Management, Problem Solving, gestione dei fornitori, definizione infrastruttura IT, definizione degli obiettivi, definizione dei criteri di valutazione e molti, molti altri.

Una risposta ampia perché basata sulla conoscenza della propria azienda (persone, processi, aree di miglioramento, obiettivi, ect..) e della estrema duttilità delle mappe mentali, che possono essere considerate uno splendido strumento multifunzionale, un po’ come il coltellino svizzero, con il quale poter modellare, spiegare, presentare, monitorare e decidere. Lo strumento è semplice nel suo uso: facilita l’utilizzo delle abilità mentali di ciascuno di noi. Infatti insegna come operare nella pratica di tutti i giorni, secondo schemi naturali per il nostro cervello.

In particolare le mappe mentali sono state utilizzate per percorsi Mind Up rivolti a migliorare le attività di: Responsabili di aziende, Top Manager, Direttori Commerciali, Direttori Marketing e Direttori Tecnici, Responsabili della Comunicazione senza dimenticare le strutture di vendita ed i dipartimenti tecnici di supporto pre e post vendita.

Per ottenere il risultato è necessario un unico ingrediente di base: la volontà di cambiare. Una panacea? Certo che NO, ma si sono ottenuti risultati importanti in diversi ambiti: dalla gestione del personale, alla conduzione delle trattative commerciali, all’efficacia delle azioni di marketing, nel problem solving, nella cattura e gestione del Know-how d’azienda e, non ultimo, nella gestione di commesse. Ad esempio, Pentaconsulting ha sviluppato una serie di interventi di formazione sul campo (FSC = corso teorico e coaching) che fanno parte del portfolio corsi proprietario, Formandoplus.

In sintesi, i benefici della metodologia Mind Up si possono riassumere in: un miglioramento delle capacità di raggiungere gli obiettivi ed una drastica riduzione dei costi nascosti (o meglio non contabilizzati), con un benefico impatto sulla capacità di operare e di gestire le dinamiche del cambiamento continuo e dei mercati in cui si opera.

 

 

 

Per aggiornamenti in tempo reale su questo argomento, segui la nostra Redazione anche su Facebook, Twitter, Google+ o LinkedIn