Il Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE mostra come l’indice degli ordini di macchine utensili sia aumentato, nel terzo trimestre 2017, del 14,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Il settore della macchina utensile italiana si colloca, da sempre, ai vertici delle classifiche mondiali tra i principali produttori e i principali esportatori di macchine utensili.

Più precisamente, nel 2016, l’Italia si è posizionata al quinto posto tra i produttori mondiali (dietro Cina, Germania, Giappone e Stati Uniti) con una quota del 7% e al terzo posto nella classifica dei principali paesi esportatori (preceduta solo da Germania e Giappone) con una quota dell’8,8%. Quinta posizione anche nelle classifiche mondiali dei principali paesi importatori e consumatori.

Nel 2016 il settore è cresciuto ancora, grazie al contributo positivo delle consegne sul mercato interno, che ha permesso alle imprese di incrementare la produzione a più di cinque miliardi di euro. Anche le importazioni complessive sono cresciute, per un valore di oltre 1.200 milioni.

Negativi i riscontri sui mercati esteri, con un calo dell’export a poco più di 3.000 milioni. Gli ultimi dati 2017 sono positivi.

Nel terzo trimestre 2017 l’indice degli ordini di macchine utensili ha segnato un incremento del 14,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice è risultato pari a 109 (base 2010=100).

L’incremento è stato determinato principalmente dall’ottimo andamento degli ordinativi raccolti dai costruttori italiani sul mercato interno, cresciuti del 68,2% rispetto al periodo luglio-settembre 2016.

Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 66,1. Per trovare un incremento altrettanto deciso è necessario tornare indietro fino al 2011 quando l’incremento risultò pari al 96,7% ma il valore assoluto si fermava al 48,4.

Anche l’indice degli ordini esteri è risultato in crescita, segnando un +1% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 114,6.

Nei primi nove mesi del 2017, gli ordini ricevuti dai costruttori italiani sono cresciuti dell’11,1%: forte aumento per gli ordinativi interni (+29,4%), ritorno alla crescita per quelli esteri (+4,3%).

Se analizziamo l’indicatore nel lungo periodo, utilizzando la media mobile a dodici mesi (grafico sottostante), emerge che a livello complessivo dopo la crisi del 2009 ci fu un primo recupero nel biennio 2010-2011, poi seguirono due anni di diminuzione, e dal 2014 nuovamente crescita.

Nel terzo trimestre del 2017 la media mobile è arrivata a 142: nell’ultimo trimestre prima della crisi era di 160. Gli ordini esteri sono stati in grado di recuperare i valori pre-crisi dal 2011, ma non sono cresciuti molto da allora.

Per gli ordini interni dal 2014 la tendenza è positiva ma il ritmo di crescita è stato, finora, troppo lento per riportare l’indice ai livelli registrati prima della grande crisi. Comunque, il valore assoluto dell’Indice è più che raddoppiato, da 76 nel terzo trimestre 2013 a 159 nel terzo trimestre 2017.

I dati ISTAT di commercio estero confermano la ripresa della domanda internazionale (+3% nei primi sette mesi dell’anno) e la forte domanda interna (+8,2% l’import).

Tra i principali mercati, aumento in doppia cifra delle vendite italiane in Cina, Spagna, Messico; lieve calo in Germania e, più marcato, negli Stati Uniti.

I fornitori tedeschi aumentano del 5,2% le vendite in Italia; forte crescita delle importazioni dall’Asia (Giappone +15,9%, poi Corea Sud, Taiwan, Cina). In controtendenza gli acquisti dal Belgio (-6,3%).

Positive le previsioni per il 2017 con indicatori tutti in crescita: +6,6% la produzione, sostenuta dal mercato interno (+12,5%) e da una ripresa dell’export (+2,9%). La domanda interna crescerà complessivamente del 10,6%, soddisfatta per il 37,5% dalle importazioni (+7,6%).

 

 

 

 

 

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