La componente di business determinata dall’affermazione dell’IoT vale circa il 7% del fatturato globale e cresce a un tasso medio annuo del 20%.

di Piero Macrì

 

Federico Golla, amministratore delegato di Siemens Italia, commenta le performance raggiunte dall’azienda a livello globale nel corso del 2017 e delinea lo scenario evolutivo in cui si sta posizionando l’azienda.

“Il cambiamento e la discontinuità cui è soggetto il mercato – dice Golla – è pienamente  ravvisabile nelle dinamiche di fatturato generate dalle differenti linee di business, quella core tradizionale e quella digitale, quest’ultima afferibile a tecnologie, servizi e progetti nati in contesti di mercato emergenti”.

Una tendenza, quella delineata da Golla, che si sta progressivamente affermando all’interno di ecosistemi smart siano essi smart building, smart factory, smart energy o a  tutto cio che è strettamente integrato allo sviluppo di soluzioni che sottendono il paradigma dell’iperconnessione di cui è interprete l’Internet of Things.

Su un fatturato complessivo di 83 miliardi di euro a livello globale sono 5,2 miliardi quelli che generati da progetti nati nell’ambito di soluzioni “pure digital”, ovvero una componente che corrisponde a circa il 7% del giro d’affari complessivo. Share ancora contenuta, ma che evidenzia un tasso di crescita annua del 20%. Una tendenza che si riflette anche in Italia, dove Siemens vanta un fatturato superiore ai 2 miliardi di euro.

Il confine tra le due diverse dimensioni di business è comunque destinato ad essere sempre più labile. “Nel corso degli anni – dice Golla – sarà sempre più difficile tenere separate le due voci di fatturato: l’anima digitale andrà progressivamente ad estendersi e  a contaminare i comparti più tradizionali”.

Golla evidenzia inoltre un cambiamento nella competizione: “Se prima ci confrontavamo con i soli grandi conglomerati d’offerta, oggi ci si confronta con uno scenario estremamente diversificato. Accanto alle aziende legacy, ovvero quelle che come Siemens affondano le radici nel passato – si pensi ad Abb, Bosch e General Electric – ci si confronta con nativi digitali, siano essi startup o realtà già affermate. Un esempio? L’olandese Vestas che opera da tempo con successo nell’ambito delle soluzioni per il mercato dell’energia eolica.”

“Non solo – aggiunge Golla – “la discontinuità innescata dall’affermazione del mondo degli oggetti interconnessi, ovvero dell’IoT, ha creato l’opportunità per le stesse aziende clienti di diventare esse stesse veri e propri player per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni e servizi di nuova generazione nell’ambito dell’automotive, dell’energy e in tanti altri segmenti d’industria”.

Siemens, come la gran parte dei colossi dell’automazione industriale, si trova quindi di fronte alla necessità di operare in  un nuovo mercato tendenzialmente condizionato dallo sviluppo di soluzioni digital first. Nuove sfide che necessitano di una sostanziale rivisitazione del modo di essere sul mercato, ma che si possono tradurre in grandi opportunità in quanto significa estendere le proprie competenze ad ambiti applicativi prima inesistenti, si pensi per l’appunto a tutto quanto può essere declinato dalla logica smart x.

 

MindSphere

Per soddisfare questa nuova domanda e creare opportunità per lo sviluppo di un nuovo mercato, Siemens ha messo a punto MindSphere, la piattaforma digitale – disponile su cloud AWS – tramite la quale è possibile implementare applicazioni e servizi digitali. La piattaforma rappresenta il luogo dove è possibile analizzare i dati che possono essere acquisiti nell’ambito di ecosistemi IoT sfruttando logiche analytics, cognitive e di intelligenza artificiale.

“E’ possibile raccogliere e analizzare in modo rapido ed efficiente l’enorme mole di dati prodotti da un asset, da uno stabilimento o da un’infrastruttura, contribuendo pertanto alla sua ottimizzazione – affermano in Siemens -. A prescindere dal settore coinvolto – dalle aziende manifatturiere agli operatori ferroviari, fino ai produttori di energia o alla gestione edilizia – è possibile analizzare globalmente i dati grezzi prodotti da stabilimenti e sistemi e tradurre il tutto in informazioni che portano a una maggiore disponibilità nonché a una migliore produttività ed efficienza di singole macchine, stabilimenti o  sistemi o per parchi macchine a distribuzione globale”.

Le indicazioni provenienti da MindSphere possono inoltre aiutare a gestire in modo continuativo una facility, ad esempio nell’ottimizzazione delle risorse. “Per quanto concerne la manutenzione predittiva, è possibile identificare i potenziali problemi in fase molto precoce così come prendere le decisioni giuste al momento opportuno, evitando i fermi produzione”.

 

 

 

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