Solo in una partita di calcio si può essere ammoniti o espulsi per simulazione. Nell’industria, la simulazione è diventata invece una necessità ovvero un processo funzionale, e strettamente integrato, al ciclo di sviluppo. Nel mercato manifatturiero nessuno può contraddire i vantaggi della simulazione. Intervista a Luca Scardaoni, Responsabile Rete Indiretta di Ansys

Luca Scardaoni, Responsabile Rete Indiretta di Ansys

Lo sappiamo, e ce ne accorgiamo ogni giorno che passa: il modello di sviluppo prodotto sta cambiando rapidamente. Si stanno affermando modalità che prevedono una simulazione pervasiva dalle fasi iniziali del progetto per arrivare poi alla definizione della forma funzionale, alla progettazione di dettaglio ed alla gestione del ciclo di vita del prodotto.

Ampiamente utilizzata a livello di fisica strutturale, la simulazione è ora diffusa anche in altri domini fisici – dalla fluidodinamica all’elettromagnetismo – in un’evoluzione coerente con il nascente paradigma della meccatronica e della produzione di prodotti complessi dove gli effetti che si manifestano in un dominio fisico incidono anche sul comportamento di altre fisiche, rendendo la comprensione del comportamento multifisico una delle sfide più importanti da superare per poter prevedere con precisione le prestazioni di un prodotto.

Non solo, l’affermazione dell’IOT e della sensoristica diffusa sta ora diventando la leva per la realizzazione di ambienti digital twin dove il corrispondente virtuale dell’oggetto fisico è in grado di simulare le alterazioni che possono essere rilevate nel contesto di utilizzo reale, abilitando così la possibilità di un’innovazione real time del prodotto, garantendo ottimizzazioni continue delle performance e della qualità.

Il cambiamento

“Si aprono spazi e opportunità una volta inimmaginabili, afferma Luca Scardaoni, Responsabile Rete Indiretta di Ansys, società leader nell’engineering simulation. Società molto piccole – con meno di 50 addetti – che non hanno mai fatto simulazione ne avvertono ora la necessità. In alcuni casi, non essendo organizzate a sufficienza, ed essendo prive degli skill appropriati, in passato si sono spesso appoggiate a studi di progettazione, mentre oggi assistiamo alla volontà di gran parte di queste aziende di portare al proprio interno queste competenze, poiché la simulazione è vissuta come parte integrante del processo complessivo. Sono in definitiva organizzazioni che ritengono che il know-how sulla simulazione sia strategico, cost effective e che sia quindi più opportuno internalizzarlo.

Da parte delle aziende è chiara l’esigenza di dotarsi di tecnologia che possa supportare la progettazione di un manufatto che costi il giusto, funzioni bene, soddisfi le performance previste e che non sia esposto a rotture o malfunzionamenti che possano comportare il ritiro dal mercato. La simulazione come parte integrante del processo di ingegnerizzazione evita alle aziende di sovradimensionare o sottodimensionare la fisica strutturale, rendendo più efficiente la gestione dei costi e ottimizzando al contempo le prestazioni.

“Ci sono ambiti dove non si può più fare un prototipo, vedere se va bene per poi eventualmente procedere a modifiche che servono a produrre un altro prototipo. E’ un modo di produrre che è diventato troppo costoso nonché time consuming. La capacità di integrare all’analisi strutturale quella fluidodinamica, quella elettromagnetica ed altre permette poi di verificare il comportamento del manufatto in una condizione sempre più vicina al contesto di utilizzo reale. Il processo di simulazione – dice Scardaoni – permette di trovare risposte che servono a modificare al meglio il prodotto, sia dal punto di vista strutturale che funzionale”.

L’ecosistema Ansys

La rete indiretta di Ansys, tranne eccezioni, è prevalentemente focalizzata sulle PMI. L’obiettivo complessivo di Ansys è riuscire a formulare soluzioni integrate che permettano alle aziende di mettere alla prova il prodotto in tutte le sue interazioni a livello di sistema complessivo in fase di progettazione. L’evoluzione della tecnologia e l’approccio da una modalità mono a una multifisica permette infatti di riuscire a gestire la produzione ottimizzata di prodotti complessi dove si intersecano fisiche diverse.

Un contesto di utilizzo, quest’ultimo, dove Ansys ha focalizzato le proprie soluzioni. Tutte le grandi aziende manifatturiere sono ormai orientate a una simulazione multifisica, chi riesce a esprimere le migliori soluzioni in questo ambito può godere di un vantaggio davvero strategico. L’obiettivo è quello di rispondere al meglio alle domande che ci vengono poste dalle aziende. “L’asticella è sempre più alta e i clienti si dimostrano sempre più demanding in termini di performance, accuratezza dei risultati e ottimizzazioni di prodotto aderenti alla realtà”.

Le nuove frontiere

Il digital twin è la prossima sfida, ma per attualizzarlo occorre mettere a punto un ambiente completamente digitale. Tutto deve essere in 3D e simulabile. Ci sono già oggi delle best practice, ma non è certo un mercato di massa. Si può dire che la curiosità e l’interesse verso il digital twin è grande poiché promette risultati e applicabilità enormi. La gran parte delle aziende fa fatica ad applicare questa logica: esiste magari il know-how per la raccolta dei dati, ma il big data non si è ancora tradotto nella capacità di individuare utilizzi e benefici immediati. Il digital twin è molto presente ormai nella testa delle persone; quanto alla sua reale applicazione ce ne corre. Per lo meno in Italia. Diverso il discorso in altri Paesi, dove esistono un gran numero di progetti o addirittura si è già arrivati alla seconda generazione. La simulazione elettromagnetica sta trainando quella dell’embedded software, ambito molto importante e sempre più intrapreso dalle aziende.

Ottima la progressione che Ansys ha registrato nell’ultimo periodo, anche nei momenti più difficili che si sono vissuti dal 2008 a oggi, crescita che ha influenzato positivamente sia vendita diretta che indiretta. Le performance di quest’ultima, che evidenzia un tasso di crescita medio annuo superiore alla media del mercato, sono in parte ascrivibili alla maggior copertura delle aziende sul territorio e alla capacità di acquisire lead sempre più importanti.