Categoria: Security

Industry 4.0 e Cyber Security, la visione di F-Secure

Nell’era digitale ogni impresa è un potenziale bersaglio poiché ogni asset aziendale vale soldi. La cyber security secondo F-Secure è un processo continuo di miglioramento costante, che si evolve e si adatta con la stessa rapidità degli attacchi. Non funziona come una bacchetta magica, ma richiede una combinazione di competenza professionale e tecnologia in costante miglioramento per prevedere, prevenire, rilevare e rispondere alle violazioni in modo completo.

Industria 4.0, impresa interconnessa e cybersecurity

L’architettura di sicurezza deve essere aggiornata coerentemente alla trasformazione che innesca il deployment di infrastruttura IoT e prevedere una diversificata protezione dei dispositivi fisici, delle reti, dei sistemi, delle applicazioni di controllo e analisi, dei dati. Una logica di difesa globale, end to end, che possa essere estesa dal singolo device alla rete e alla sua infrastruttura e, non ultimo, alla piattaforma cloud. La cybersecurity è la risposta per risolvere esigenze di protezione integrata in ciascun segmento del conglomerato IT-OT, garantendo disponibilità e affidabilità delle comunicazioni, dalla dimensione edge – operazionale e di produzione – dove i dati vengono raccolti, alla dimensione cloud dove i dati vengono convogliati, elaborati e analizzati.

Beckhoff-Vitrociset, una partnership d’eccellenza per la sicurezza industriale

La sicurezza dell’intera infrastruttura IoT rappresenta un aspetto critico ad alta priorità, che deve essere risolto indirizzando problematiche specifiche in termini di difesa perimetrale e monitoraggio interno dell’infrastruttura di rete per proteggere i cosiddetti “Industrial Control Systems”, che sono basati su tecnologie SCADA, DCS e PLC. In questa ottica Beckhoff risponde con una soluzione integrata sviluppata insieme a Vitrociset SpA, partner d’eccellenza nell’ambito della Cyber Security.

Schneider, un partner per la compliance alla sicurezza

Tutte le aziende che hanno l’obbligo di essere conformi alla direttiva europea NIS (Network and Information Systems security), recepita in Italia dal D.L. 65/2018, in vigore dal 26 giugno scorso e relativa alla protezioni di reti e sistemi possono trovare in Schneider Electric una possibile risposta. “Schneider Electric – si legge nella nota rilaasciata dal gruppo – è da sempre al fianco del mondo industriale e delle infrastrutture e le accompagna nel percorso di trasformazione digitale proponendo un approccio olistico al tema della sicurezza, che consenta di sfruttare al 100% le opportunità della digitalizzazione garantendo la protezione di dati, sistemi e processi critici”.

Schneider Electric: la sicurezza a 360 gradi, dalle macchine alla cybersecurity

Costruttori di macchine e system integrator hanno un ruolo fondamentale nella diffusione della sicurezza integrata, fisica e digitale. La capacità di offrire al cliente soluzioni all’avanguardia su entrambi i fronti può rappresentare un vero valore competitivo. Nel mondo industriale l’importanza della sicurezza per le macchine e le persone che operano su di esse è un dato assodato: normative specifiche e stringenti sono il quadro entro cui si colloca l’azione di costruttori che sono consapevoli di come la sicurezza, realizzata con approcci e tecnologie innovative, possa diventare un fattore di competitività e permettere di offrire soluzioni più performanti.

F-Secure investe nel detection and response e compra MWR

Acqusita MWR InfoSecurity, azienda privata di cyber security che opera in UK, USA, Sud Africa e Singapore. Con circa 400 dipendenti, MWR InfoSecurity ha sviluppato competenze di tecniche offensive in grado di contrastare la logica degli attaccanti. La  piattaforma di threat hunting Countercept fornisce un approccio proattivo esteso alla rilevazione degli attacchi. “Con l’acquisizione di questa tencologia andiamo a consolidare le nostre capacità di rilevamento e risposta. La piattaforma di threat hunting (Countercept) è una delle più avanzate sul mercato ed è un complemento di eccellente valore per la nostra tecnologia”, ha affermato Samu Konttinen, CEO di F-Secure. “Countercept assicura una visibilità senza precedenti delle anomalie in presenza di un attacco.”

Attacchi informatici, è l’ora dei cryptominer

In base ai dati del Global Threat Index di Check Point il malware di cryptominer Conhive ha attaccato il 22% delle aziende a livello internazionale, con un aumento di quasi il 50% rispetto al mese di aprile. Conhive mantiene così il primato di malware più diffuso insieme a Cryptoloot, un altro malware di cryptomining, presente sempre al secondo posto nella classifica mondiale con un tasso d’impatto del 11%. Per il secondo mese consecutivo, si registra ancora al terzo posto la presenza di Roughted, malware malvertising che ha colpito quasi l’8% delle aziende a livello mondiale. In Italia la classifica si mantiene invariata rispetto al mese precedente, con Coinhive e Cryptoloot che occupano le prime due posizioni, seguiti da Conficker, warm che punta ai sistemi operativi Windows.

Sicurezza e cybercrime, caccia all’alieno

Nell’anno 2018 ci si può esimere dall’investire in sicurezza? La domanda appare del tutto retorica. Ci si potrebbe invece interrogare su quale tipo di sicurezza sia oggi più utile indagare e su quali eventualmente investire. In altre parole, quale possa essere, se esiste e ha senso, la tecnologia complementare all’infrastruttura di sicurezza perimetrale e di end point che nel corso del tempo una qualsiasi azienda ha provveduto a selezionare e installare per contrastare il crimine informatico e tutto ciò che è potenzialmente ascrivibile agli effetti perversi che possono essere generati da intrusioni non autorizzate.

Rapporto Clusit 2018: Industria cybercrime? Mai stata così efficace

Industria del cybercrime, quali sono i dati di consuntivo del 2017? Il Rapporto Clusit 2018 riproduce in buona sostanza la stessa fotografia scattata lo scorso anno: siamo di fronte a una vera e proria industria del crimine, eclettica e molto prolifica, ben strutturata, con una sua gerarchia e un suo modello di business. Considerato il numero di attacchi gravi che si sono evidenziati nel periodo di riferimento (+6%) non si può che affermare quanto, più e più volte, sottolineato, ovvero che il crimine informatico è diventato un fenomeno fisiologico e come tale deve essere gestito. Il monito che arriva dal Clusit, d’altra parte, è sempre e irrimediabilmente lo stesso: la sicurezza non può esser un’opzione, ma deve essere considerata una funzione da metabolizzare a livello di DNA aziendale.

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