A confronto con Franco Comoli, presidente di CMI Industries, azienda con più di trent’anni di storia alle spalle e una gran voglia di continuare a essere sul mercato interpretando un ruolo da protagonista nell’industria del confezionamento. Il valore strategico della partnership con MOOG e l’utilizzo dell’’Unità di Potenza Elettroidrostatica EPU

Affinché il termine Industria 4.0 non sia puro e semplice vaporware non c’è niente di meglio che confrontarsi con gli imprenditori, contestualizzando e individuando cosa realmente si celi dietro la prospettiva di questa nuova dimensione di automazione totalizzante.

Per Franco Comoli, Presidente di CMI Industries, azienda italiana di respiro internazionale di primissimo piano nel settore del confezionamento, parlare di Industria 4.0 significa parlare di regole e metodi per realizzare processi end-to-end digitali, con l’obiettivo di aumento di produttività e controllo dei costi, un’esigenza, quest’ultima, che per CMI appare irrinunciabile in quanto requisito fondante per poter lavorare in modo profittevole su commesse ad alta personalizzazione.

Il viaggio 4.0

“Flessibilità di progettualità e di configurazione delle macchine sono per noi elementi di grande competitività, che si possono ottenere solo avendo visibilità su ogni singolo costo della produzione”, dice Comoli. “Tutta l’attività deve essere costantemente monitorata in modo da avere assoluta certezza dei costi complessivi, una condizione che ci permette di assicurare il corretto posizionamento dell’offerta e una migliore capacità di contrattazione con il cliente”.

“Ci stiamo muovendo in questa direzione già da tempo, ma vediamo che sono ancora poche le aziende italiane che sono al passo con il nuovo paradigma Industria 4.0. Lo stanno facendo le grandi aziende mentre le PMI, tranne eccezioni, sono un po’ in mezzo al guado”. Vi sono Paesi dove regole e metodi 4.0 sono già diventati la discriminante d’acquisto? “Certo. Posso citare come esempio quello un’azienda asiatica per conto della quale l’estate scorsa abbiamo completato la fornitura di quattro impianti per il riempimento di idropitture. Un’azienda 4.0 a tutto tondo, dove è stata raggiunta la completa digitalizzazione di tutta la fase di ciclo del prodotto. In contesti di questo tipo significa poter introdurre soluzioni 4.0 con il preciso obiettivo di rendere più efficiente l’intera catena di produzione del valore e una conseguente riduzione dei costi”.

Innovazione e partnership

Dalla discussione con Comoli emerge come la tecnologia possa essere una formidabile leva di innovazione, ma che in assenza di controllo il suo potenziale innovativo possa essere vanificato. “Mettere in azienda un motore che permette di andare più veloci non significa poi molto se la tecnologia non viene compresa e valorizzata dalle persone. Sono queste ultime che fanno sì che la tecnologia sia elemento abilitante l’innovazione di processo”.

Il messaggio è chiaro: la tecnologia non deve mai essere vissuta in modo passivo, altrimenti non si possono generare veri cambiamenti e valore per l’impresa. Le persone devono porsi nei confronti della tecnologia con uno spirito critico e pro-attivo in modo tale che sia la tecnologia al servizio dell’azienda e non viceversa. Come dice Comoli, “La tecnologia cambia le persone, ma le persone possono cambiare la tecnologia”.

La partnership con MOOG

Per traguardare obiettivi di nuova competitività ed efficienza, è inoltre indispensabile e strategico saper individuare le partnership in grado di portare valore aggiunto alle modalità di produzione. E’ in questo senso che deve essere letta la collaborazione con MOOG, società che ha permesso a CMI di ridisegnare alcuni metodi di progettazione/costruzione cercando di rendere più compatte alcune parti di macchine migliorando al tempo stesso standard tecnici e di efficienza.

“L’Unità di Potenza Elettroidrostatica EPU di MOOG – afferma Comoli – supporta l’esigenza di migliorare l’efficienza con miglioramento delle performance anche in termini di riduzione di costo, risolvendo, al tempo stesso, le esigenze di lavorazione che vengono sollevate in un ambiente di produzione asettico. Grazie all’adozione di una soluzione oleodinamica in sostituzione di una tradizionale di tipo elettromeccanica, siamo riusciti a soddisfare tutte le nostre aspettative ”.

La partnership CMI-MOOG interpreta il concetto di “open innovation”, ovvero l’approccio strategico e culturale in base al quale le aziende, per creare maggiore valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere a una vera sinergia tra risorse interne ed esterne. Questo processo consente infatti un più rapido time to market, ovvero un tempo minore per passare dalla fase di ideazione del prodotto o servizio o alla sua immissione sul mercato.

Produttività 

La produttività di un’azienda appare direttamente proporzionale alla densità di innovazione che si è capaci di introdurre trasversalmente a tutta l’organizzazione e riguarda persone, processi e tecnologia abilitante. E’ quanto testimonia la storia di CMI, che per riuscire a traguardare obiettivi di produttività ha messo in gioco l’intera organizzazione, cercando di proiettare la propria evoluzione in un’ottica di cambiamento continuo. Un qualcosa, il cambiamento, che non si può improvvisare, che non può essere una via di fuga o un semplice escamotage, ma che deve essere inteso come parte integrante della cultura aziendale.

Altrettanto importante è l’organizzazione. La tecnologia introdotta in un modello organizzativo debole si può rivelare un boomerang. “Io credo in un modello organizzativo altamente specializzato, dice Comoli, dove in ciascuna area tutto è pensato per ottenere il massimo valore. Una volta definito il modello sono le persone che possono fare la vera differenza, a tutti i livelli”.

Competenze

In un mondo iper-tecnologico, che viaggia a super velocità, le aziende devono acquisire e/o formare high skill worker con competenze modulate, verso il basso e verso l’alto, per soddisfare il nuovo modo di produrre. C’è spazio per tutti. Mai però avere la presunzione di essere arrivati. Si deve sempre tenere presente che il cambiamento è l’unica certezza. Una delle sostanziali differenze rispetto al passato è data, infatti, da una maggiore volatilità delle competenze, che nascono, si sviluppano e muoiono con cicli molto più brevi rispetto al passato. Per quanto si continui ad affermare che la new wave tecnologica sia destinata a ridurre il numero di occupati ovunque e comunque, la realtà ci dice che serviranno competenze qualificate oltre l’ordinario sia nella parte più alta sia nella parte più bassa dei processi.

E’ quanto accaduto e accade in CMI, alla costante ricerca di risorse altamente specializzate, sia nella progettazione sia nel montaggio e nel collaudo. Guardando a quella che è stata la storia dell’azienda non è mai venuto meno l’importanza del ruolo delle persone. Anche oggi in un’epoca di automazione avanzata sono le persone a determinare la creazione di valore. “Apprezzo le persone propositive, che si mettono in gioco. Nel momento in cui esprimono un atteggiamento collaborativo vuol dire che si pongono come parte attiva nella trasformazione dell’operatività quotidiana, vuol dire avere persone con cui è possibile creare un futuro”.

Italiana con vocazione internazionale

Più e più volte sono state fatte valutazioni in merito a una delocalizzazione di parte dell’azienda, ma alla fine si è sempre deciso di mantenere tutta la produzione sul territorio dove è iniziata la storia di CMI, ormai più di cinquant’anni fa. “Ancora adesso sono convinto che le più belle idee nascono in Italia e che il Made in Italy sia un elemento distintivo di valore e competitività. Un esempio? Un partner cinese che ci ha chiesto di poter affiancare il nostro nome al loro, convinti del fatto che avere un brand associato a un marchio italiano possa dare un vantaggio differenziante e competitivo”.

Pur continuando ad avere un’ottima presenza sul mercato italiano, CMI continua a investire per estendere e consolidare il proprio business sui mercati esteri: Europa, Africa, Turchia, Israele, Iran, Australia, Stati Uniti, Cina. Su tutti questi fronti sono state consolidate posizioni e avviato opportunità. “Siamo nella condizione di poter crescere ulteriormente. Lo spazio esiste, i fondamentali anche”.

Miglioramento come innovazione continua

Dalla storia di CMI emerge una verità, semplice e allo stesso complessa. Quale? Che il miglioramento è la somma di micro-innovazioni giornaliere; che per avere successo bisogna saper esercitare al meglio il ruolo di imprenditore; che occorre saper guardare con curiosità e positività all’emergere di nuove tecnologie e circondarsi di persone che possano realmente contribuire a dare forma al cambiamento.

Non ultimo, che bisogna sapere riconoscere i propri limiti, ed essere disposti e lasciare spazio a chi può aiutare a definire e mettere in esecuzione un percorso di crescita. Nasce proprio da quest’ultima esigenza l’ingresso in CMI di nuovi soci italiani, una scelta finalizzata al consolidamento e apertura verso nuove opportunità di mercato che permettono a un’azienda di carattere famigliare di progettare un futuro sostenibile.


L’utilizzo dell’Unità Elettroidrostatica di  Potenza EPU di MOOG

La soluzione progettuale adottata in CMI ha consentito di sostituire una soluzione motion elettromeccanica con una di tipo oleodinamico migliorandone le performance complessive. I criteri di realizzazione della macchina di CMI che utilizza la tecnologia EPU sono stati valutati basandosi sulle reali esigenze dei clienti: ambiente secco e controllato, umidità controllata e quindi tutti quegli accorgimenti che possono mantenere l’ambiente inalterato, alla giusta temperatura, senza intaccare chimicamente il prodotto.

La scelta di installare il sistema di attuazione ibrido di MOOG ha apportato alla produzione di CMI una serie di vantaggi, tra questi:

  • Una massiccia riduzione di utilizzo del fluido del 95% rispetto ai sistemi tradizionali, il che presenta benefici in termini di consumi e, quindi, anche di sostenibilità.
  • Il controllo retro-azionato in posizione del cilindro ad elevata precisione: +/- 0.1 mm ed in velocità e pressione per migliorare il prodotto e l’efficienza produttiva.
  • Una rumorosità sensibilmente ridotta, sia in valore assoluto sia durante il processo, grazie alla possibilità di lavorare non in continuo e all’eliminazione del rumore dei chiavistelli di blocco. Sarà infatti possibile regolare con limite di coppia il motore col fine di muove i chiavistelli in battuta evitando rumori dovuti alla battuta meccanica.
  • Uno sviluppo di calore molto limitato che si traduce in un indice di rendimento pari all’82% – contro il 40% registrato con altri sistemi.
  • La possibilità di parametrizzazione dei cambi ricetta in maniera immediata.
  • La collaborazione diretta per lo sviluppo sia software sia hardware della gestione del sistema.

Le caratteristiche innovative dell’unità EPU possono, infine, essere riassunte nei seguenti punti:

  • Prodotto derivato da applicazioni aerospaziali, quindi con contenuti innovativi dedicato all’ambiente industriale.
  • Il circuito idraulico chiuso che costituisce il funzionamento dell’Unità Elettroidrostatica di Potenza risponde pienamente all’esigenza del cliente di mantenere inalterato l’ambiente di lavoro dal punto di vista chimico-fisico.
  • La possibilità di utilizzare un fluido non tossico e per ambienti farmaceutici è un ulteriore plus del prodotto.
  • L’alta efficienza energetica ancora una volta va nella direzione dell’esigenza del cliente.
  • La rumorosità ridotta rispetto a prodotti analoghi permette di evitare rumori molesti e ridurre la dose giornaliera di rumore che il personale si deve sorbire.

Chi è CMI Industries

CMI Industries ha sede a Marano Ticino, in provincia di Novara. Fondata nel 1982 dall’attuale Presidente Franco Comoli, offre soluzioni avanzate per il packaging. Il Gruppo è organizzato in divisioni dedicate (cosmetica, farmaceutica, alimentare e chimica) e integra processi di progettazione, produzione, assemblaggio e collaudo.

L’obiettivo di CMI è introdurre sul mercato macchine uniche, innovative (vedi l’adozione della tecnologia EPU di MOOG) e altamente tecnologiche per la trasformazione e il confezionamento di prodotti sui vari mercati di riferimento. La più grande sfida con cui si confronta CMI è la standardizzazione di un processo organizzativo, coerente con una fornitura di un servizio su misura.

Il vantaggio competitivo di CMI Industries è la focalizzazione sulla differenziazione. Significa puntare tutto sulla soddisfazione di specifiche richieste del cliente facendo leva sull’innovazione. CMI Industries, sottolinea il management dell’azienda, non vende prodotti, bensì soluzioni che risolvono i problemi dei clienti.

CMI Industries ha da sempre investito nella ricerca per migliorare la sostenibilità dei propri prodotti e proporre soluzioni tecnologicamente avanzate e inedite, guardando al futuro con curiosità ed entusiasmo per essere sempre in grado di rispondere alle esigenze dei clienti.

Nel 2017 l’azienda ha ampliato la propria presenza globale inaugurando due nuovi uffici commerciali: uno in Cina, a Shanghai, con personale CMI dedicato e in loco; l’altro negli Stati Uniti, nel New Jersey. Quest’ultimo iniziativa è nata dalla joint-venture con Cavalla Inc., leader americano per le attrezzature di produzione e confezionamento di prodotti cosmetici e per la cura personale.

 

 

 

 

 

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