La fantascienza spesso ritrae robot estremi: utili e pronti a servire gli umani o pericolosi e pronti a prenderne il posto di lavoro se non addirittura a governare il mondo. Fortunatamente, la realtà è diversa.

L’evoluzione della robotica è appena iniziata. I robot non sono più solo macchinari complessi e difficili da programmare, che ottimizzano un singolo compito in una catena di montaggio. Oggi ci sono robot di tutte le dimensioni, forme e capacità, molti dei quali mobili e facili da programmare e che supportano realmente la forza lavoro.

I robot collaborativi, chiamati cobot, sono diventati una soluzione per molte aziende. Possono essere utilizzati per lavori pericolosi o pesanti, nonché per colmare il vuoto lasciato da compiti troppo piccoli o troppo noiosi per gli umani. Cox Container, un produttore di soffiaggio di materie plastiche, ad esempio utilizza Sawyer, un cobot di Rethink Robotics, in una particolare cella di lavoro che richiedeva alternativamente uno o due operatori per il confezionamento delle bottiglie in funzione del ritmo di lavoro dell’impianto. Con l’aiuto di Sawyer, oggi un solo operatore riesce a svolgere il compito in qualunque condizione di produttività, consentendo l’utilizzo dell’altro operatore in una zona diversa della fabbrica.

Il ruolo di Sawyer è quello di raccogliere le bottiglie da un nastro trasportatore e metterle in un contenitore, interponendo un divisore in cartone tra gli starti di bottiglie. L’operatore umano della cellula completa quindi l’imballaggio finale e avvia Sawyer su un nuovo compito (Sawyer al lavoro su YouTube).

Sawyer non ha solo aiutato la Cox Container a svolgere un compito, ma ha migliorato la produttività. Il fatto che il cobot sia stato programmato e messo in funzione nell’arco di un giorno ha spinto l’azienda ad esaminare altre aree in cui utilizzare altri Sawyer.

Altri settori industriali potrebbero trarre vantaggio dall’uso di cobot. KUKA ha recentemente presentato la sua ricerca sull’utilizzo del robot leggero LBR iiwa come strumento di formazione per la chirurgia protesica dell’anca. La capacità del robot di rilevare i limiti di pressione e di taglio potrebbe potenzialmente offrire un aiuto inestimabile ai chirurghi.