La grande maggioranza dei CEO italiani reputa l’Intelligenza Artificiale un fattore di grande importanza per lo sviluppo del business, ma manca ancora una consapevolezza diffusa sul fenomeno. Gli investimenti maggiori saranno orientati prevalentemente allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti (40%) e al raggiungimento di una maggiore efficienza produttiva (36,4%). I risultati della ricerca commmissionata da Sap Italia a The European House Ambrosetti che ha coinvolto i dirigenti di oltre 500 grandi organizzazioni, sia italiane che multinazionali.

Il 77% dei dirigenti italiani ritiene l’Intelligenza Artificiale un fattore importante o molto importante per il proprio business. Solo il 4,6% lo considera di scarsa rilevanza. Tuttavia, il 51,2% afferma che all’interno della propria organizzazione non esiste ancora una consapevolezza diffusa sul fenomeno.

A chi spetta il compito di diffondere il valore dell’intelligenza Artificiale all’interno delle organizzazioni? L’82,9% del campione ritiene che il ripensamento di priorità, compiti e responsabilità riguardi, in prima battuta, il responsabile dell’area innovazione tecnologico-digitale, ossia il Chief Innovation Officer (CIO), il Chief Technology Officer (CTO) o il Chief Digital Officer (CDO). Seguono il responsabile di ricerca e sviluppo (61%), il responsabile di produzione (58,5%) e il responsabile marketing (56,1%).

Quasi la metà dei rispondenti (48,8%) dichiara che la propria organizzazione sta sviluppando soluzioni interne di IA, il 23% pensa di affidarsi a partner esterni, mentre solo l’11,6% del campione afferma di non essere interessato a investire in questa tecnologia nel prossimo triennio. Gli investimenti saranno orientati prevalentemente allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti (40%) e al raggiungimento di una maggiore efficienza produttiva (36,4%).

Per quanto riguarda gli ambiti di implementazione si ritiene che le maggiori opportunità possano risiedere nelle aree di magazzino e logistica (62,5%) e nei servizi post-vendita e assistenza clienti (60%). Prevale invece sccetticismo scetticismo nelle aree di amministrazione, finanza e controllo (33,3%), strategia (26,8%) e risorse umane (14,3%).