Smart Industry 2018. La quarta edizione annuale dell’evento, prevista a Settembre a Chicago, vedrà la partecipazione di  Haresh Malkani, figura di spicco del Clean Energy Smart Manufacturing Innovation Institute. Il suo keynote, “La democratizzazione della produzione intelligente e sostenibile”, conterrà una serie di riflessioni sul viaggio verso la produzione intelligente, l’uso strategico degli strumenti e le opportunità per i piccoli produttori di prendere parte alla trasformazione digitale.

Secondo Haresh Malkani la Produzione Intelligente (PI) non è qualcosa che avviene improvvisamente, ma è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio viaggio. Sebbene grandi aziende abbiano già intrapreso questo percorso – si chiede Malkani – come possiamo assicurare a ogni produttore (piccolo, medio o grande) l’opportunità e i mezzi non solo per iniziare, ma per continuare questo viaggio e rendere la Produzione Intelligente parte del proprio DNA ? È qui che entra in gioco la “democratizzazione della PI”, ovvero come rendere la PI collaborativa, ampiamente disponibile e redditizia per tutte le aziende.

Per Malkani, una delle barriere all’adozione è la scalabilità dell’analisi dei dati in tempo reale che, pur essendo già oggi una realtà, lo è solamente in settori specifici, in operazioni specifiche, su scale specifiche. Ad esempio Malkani cita un impianto che ha 14 diverse operazioni per convertire le materie prime in una parte finita, un contesto dove il problema di analisi diventa rapidamente complesso.

Le informazioni sono un mix di dati relativi a materiali, componenti, apparecchiature, processi e così via. È necessario che i dati siano integrati e contestualizzati, con la possibilità di spostarsi senza soluzione di continuità all’interno dell’organizzazione, in locale, sul cloud, e viceversa se necessario. Ciò richiede un’infrastruttura rapida, flessibile e sicura, abbinata a strumenti di analisi che possono essere implementati ogni volta che sono necessari (in tempo reale, offline), ovunque siano necessari (dispositivo, edge, cloud) e con qualsiasi funzionalità di cui l’utente abbia bisogno (operatore, supervisore di linea, ingegnere, direttore di fabbrica, ecc.). Il modo in cui poter superare la complessità, in questo caso, è iniziare con dei casi d’uso per poi individuare le criticità e identificare i possibili milgioramenti

La prima domanda deve sempre essere “Perché ho bisogno di queste informazioni?”, quindi  “Cosa mi serve per farlo?”, e infine “Come farò a farlo?”. Ciò consente di dedurre l’infrastruttura e gli strumenti più corretti coerentemente con gli obiettivi definiti in partenza.

L’architettura tradizionale e di automazione legacy e intelligente di ieri richiedeva risorse e investimenti molto elevati per progettare e implementare l’automazione e le piattaforme di produzione intelligente, che (forse) solo i grandi produttori potevano permettersi. Questo perché queste implementazioni sono state avviate nell’era delle architetture stratificate. Con l’avvento  della connettività wireless e del cloud computing (Tecnologie IoT e IIoT) oggi esistono soluzioni agili ed economiche che possono essere rapidamente convertite per soddisfare le esigenze della produzione intelligente, sia che si tratti di rilevamento, visualizzazione, controllo, modellazione o analisi.

Secondo Haresh le aziende devono pensare in grande, iniziare in piccolo, ottenere rapidamente i primi successi e alimentare l’entusiasmo. “È necessario iniziare con una visione che tutti possano condividere, dagli operatori che vivono quotidianamente il processo, ai vertici aziendali che possono sponsorizzarlo”.

Ancora, “La visione deve essere concisa, chiara e motivante, che possa essere socializzata in tutta l’organizzazione, e deve essere promossa da leader appassionati. Si devono ottenere rapidamente i primi successi nelle operazioni di produzione  per dimostrare cosa può fare la produzione intelligente. Questo aiuta ad alimentare energia e impegno, aiuta a ottenere il buy-in da parte dell’organizzazione e aiuta a cambiare la cultura. E’ necessario alimentare l’entusiasmo: standardizzare dove ha senso, implementare in altre linee e mantenere lo slancio necessario”.

La cosa più importante è fare tutto ciò senza perdere di vista la propria visione. Infine, “le aziende non devono intraprendere questa trasformazione da sole, ma imparare dagli altri, collaborare dove ha senso e sfruttare i partner tecnologici”.