Il digitale viene definito come fenomeno “disruptive”  ovvero un modello, di società o d’impresa, che diverge dal tradizionale sviluppo incrementale e che determina una rottura dello status quo. E’ una novità? No. Nell’ambito delle tecnologie ci sono sempre stati punti di flesso e discontinuità. Basti pensare cosa ha significato passare dalla centralità del mainframe all’informatica distribuita del personal computer, all’affermazione delle reti locali, al grande salto quantico di internet e del web o, ancora, all’avvento dello smartphone e del cloud. Sono stati momenti di forte transizione digitale, contrassegnati da una progressiva e costante accelerazione di tecnologie innovative.

Piemme

Quando ci chiediamo come potrà essere il futuro e quale la portata dei prossimi cambiamenti dovremmo sempre riflettere su quanto già avvenuto. Come sarà la tecnologia nelle imprese da qui a dieci anni? Possiamo affermare con una certa relativa tranquillità che l’ordine di magnitudo del cambiamento sarà lo stesso vissuto nel periodo di riferimento aumentato di un “fattore di accelerazione x”. Dentro questa x ci possiamo mettere dentro tutte le variabili ad alto contenuto tecnologico che rappresentano il collante della rivoluzione dell’Industrial Internet of Things: intelligenza artificiale, big data, analytics, digital twin, realtà aumentata, blockchain, 5G, cloud e autonomous computing.

Quali le ipotesi di trasformazione che si stanno affermando in uno scenario “X factor”? I vari tasselli del puzzle digitale stanno iniziando a definire i contorni dell’Industrial Internet of Things. Analisti ed economisti iniziano a ragionare in termini di outcome economy, l’ennesima possibile discontinuità di mercato associata alla vendita di prodotti e servizi basata sulla reale misurabilità dei vantaggi conseguenti la fruizione e utilizzo degli stessi da parte di utenti (scenario b2b) e consumatori (scenario b2c). Di fronte a questi possibili scenari l’industria è obbligata a un riallineamento in termini di organizzazione, tecnologie, processi e competenze. Servirà trovare un nuovo equilibrio, che a sua volta sarà messo in discussione dalla prossima tecnologia disruptive.