La stampa 3D è una leva per l’innovazione di prodotto e per la definizione di modelli di business radicalmente nuovi che consentono una produzione personalizzata a basso volume, su richiesta, realizzata vicino al punto di utilizzo finale. Ergo, chi prima riuscirà a strutturare processi additivi potenti sarà nella condizione di acquisire  nuova competitività

Gartner prevede che entro il 2021 il 40% delle imprese manifatturiere disporrà di centri di stampa 3D di eccellenza. Le motivazioni a supporto di questa stima sono molteplici. In primis ciò è dettato  dall’evoluzione della manifattura additiva che tende a estendersi a una sempre più ampia gamma di materiali, consentendo la produzione di oggetti in plastica, ceramica, vetro e , ancora, materiali compositi, ibridi, biomateriali e metalli.

Gli oggetti possono poi essere utilizzati come prototipi, dime o attrezzature da utilizzare nel processo di fabbricazione, o come prodotti finiti, di solito dopo ulteriori lavorazioni o trattamenti per ottenere la precisione di finitura. Queste possibilità portano nuove proposte di valore per i clienti (ad esempio, beni più personalizzati) e impatti finanziari (ad esempio, un costo inferiore del prodotto finito) che possono influire sul modello di business di un’organizzazione.

Gartner definisce un modello di business come un costrutto che descrive come un’organizzazione crea, consegna e acquisisce valore. È uno strumento semplice e potente per capire come funziona l’impresa a livello fondamentale. Quando è ben definito e ampiamente compreso, un modello di business fornisce indicazioni su potenziali cambiamenti organizzativi e di mercato, ne valuta portata e impatto e propone strategie per implementarli.

La stampa 3D consente di passare dalla progettazione in funzione della produzione alla realizzazione del design ideale. Storicamente, i prodotti sono progettati per essere realizzati con alta efficienza e basso costo, quindi con un elevata standardizzazione. La stampa 3D cambia la classica equazione del ROI rendendo lotti di produzione molto piccoli, se non individuali, economicamente sostenibili.

La stampa 3D può avere un impatto finanziario riducendo i costi di produzione, di inventario e di produzione. Già oggi  sono disponibili sul mercato stampanti 3D, in grado di lavorare con metalli o ceramiche, che offrono prestazioni sempre migliori a costi decrescenti nel tempo.

La maggior parte delle organizzazioni, nel tentativo di soddisfare le aspettative dei clienti e un più rapido  ritorno economico, hanno standardizzato la propria offerta. Una strategia, quest’ultima, che se da una parte consente di ridurre i costi, espone a un richio di eccessiva omologazione. La stampa 3D può  rivelarsi davvero efficace, in quanto può aiutare a definire un modello di business on demand caratterizzato da una forte personalizzazione e dalla capacità di sviluppare nuove e più solide relazioni con i clienti.